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Thapsos
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«[Thapsos] è questa una lingua che si protende nel mare da uno stretto istmo, e dalla città di Siracusa è poco lontana sia a piedi che per nave.»
(Tucidide VI, 97)
mweaThapsos (mweqΘαψός in mweggreco antico) è uno dei più importanti siti protostorici siciliani. È il centro eponimo per la cosiddetta mwewCultura di Thapsos che in Sicilia si identifica la media età del bronzo. Il sito è localizzato sulla mwfapenisola di Magnisi nel comune di mwfqPriolo Gargallo, in mwfgprovincia di Siracusa.
Contents
• Storia
• Abitato
• Progetti
• Note
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Storia
La cronologia non è ancora certa ma sembra andare dalla prima età del bronzo fino all'mwhgVIII secolo mwhwa.C., in coincidenza con la colonizzazione greca della Sicilia orientale. Il sito è stato studiato nel 1880 da mwiaFrancesco Saverio Cavallari prima e mwiqPaolo Orsi poi, Giuseppe Voza e mwigLuigi Bernabò Brea negli anni settanta del mwiwNovecento.
Il sito era abitato sin dall'mwjqetà del bronzo cioè tra il mwjgXIV e il mwjwXIII sec. a.C. con una sua cultura detta mwkacultura di Thapsos che succede alla mwkqcultura di Castelluccio presente nell'entroterra ma è contemporanea alla cultura della zona nord-orientale della Sicilia, precisamente di mwkgMilazzo e delle mwkwEoliecite-ref-1[1]. La località era ideale come approdo dal mare per la presenza di due golfi a nord e a sud dell'istmo, divenendo subito un importante centro commerciale del mwmaMediterraneo e con scambi con polis come mwmqMicene.
Thapsos è particolarmente nota per i rinvenimenti di reperti di origine egea (micenea e cipriota in particolare) che dimostrano rapporti commerciali tra l'Egeo e la mwmwSicilia. Reperti della cultura di mwnaBorg in-Nadur testimoniano anche rapporti con l'arcipelago mwnqmaltese. La maggior parte dei reperti provenienti dagli scavi di Thapsos è oggi esposta al mwngMuseo Archeologico Regionale "Paolo Orsi" di Siracusa.
Secondo lo storico greco mwoaTucidide, che ne ricorda per la prima volta il nome, Thapsos sarebbe stata la prima effimera sede di una colonia di greci Megaresi i quali, dopo la morte del loro ecista Lamis, abbandonarono il sito per mancanza d'acqua e fondarono a poca distanza mwogMegara Iblea (728-727 a.C.). Sempre a Thapsos si accampò l'esercito ateniese prima di assediare mwowSiracusa nel corso della mwpaguerra del Peloponneso (415-413 a.C.) fortificando l'approdo.
Nel mwpg1625 mwpwPietro Della Valle, diretto a mwqaCatania vede da lontano il promontorio definendolo "un'isoletta coltivata":
«Camminando dunque non lunge dal mare, poco dopo esser usciti di Siracusa, ci lasciammo man destra un’isoletta coltivata vicino al continente di Sicilia, che la chiamano
Manghesì
, ed è quella che da Virgilio è detta
Tapso
, e con molta ragione la chiama il poeta
Tapsumque iacentem
, perché è tutta piana e bassissima.»
(cite-ref-2[2])
Di particolare interesse la Torre di Magnisi, struttura circolare solitaria edificata nel mwsa1806 dagli mwsqinglesi durante il mwsgprotettorato sull'isola per timore di un attacco mwswfrancese.
Sono presenti anche alcuni mwtqbunker della mwtgseconda guerra mondiale.
Negli anni cinquanta del Novecento, con l'industrializzazione dell'area è stato costruito a sud un pontile mwuaEnichem tuttora esistente ma non utilizzato.
Necropoli
È stata individuata una necropoli suddivisa in tre settori, due dei quali con tombe a grotticella artificiale con camere sepolcrali a pianta circolare scavate nella roccia. Si possono trovare anche delle sepolture a camera caratterizzate da vaste dimensioni, alzato a forma di mwwwmwxatholos con cella circolare e vestibolo servito da mwxqmwxgdromos o sepolture a pozzetto con nicchie più o meno riquadrate e basse panchine perimetrali, scavate dove il banco roccioso era pianeggiante. Queste sepolture erano multiple, con un numero variabile di inumati che poteva arrivare anche a cinquanta. I corpi venivano seppelliti con il loro corredo funerario. Le tombe scavate a pochi metri dalla costa e rivolte verso il mare, vicino al faro di Magnisi, presentano un canale per il deflusso dell'acqua che inevitabilmente, durante le mareggiate forti, finiva per lambire o ricoprire la lastra sepolcrale (in pietra o legno) a chiusura dello stesso sepolcro. Questa è probabilmente la più importante caratteristica della necropoli costiera di thapsos. I canali sono visibili dal satellite sia in 2D che in 3D (mwxwvedi qui).
Nella zona centrale della penisola è stata trovata una necropoli coeva con sepolture ad mwyqmwygenchytrismòs dove gli inumati venivano posizionati senza corredo in recipienti ovoidali cordonati (mwywmwzapithoi) e sistemati in concavità naturali della roccia.
Abitato
L'abitato occupava l'area circostante l'mwzwistmo che collega Thapsos alla costa. Gli scavi hanno individuato le fondazioni di edifici appartenenti a due diverse fasi. Quella più antica del mwaaXIV-mwaqXIII sec. a.C. con grandi capanne circolari costruite sulla base da muri a secco e supportate poi da tetti e pareti di legno, paglia e argilla. Nella fase successiva gli edifici divennero rettangolari spesso raccolti ad ali intorno a cortili acciottolati. Le abitazioni sembrano avere anche un'organizzazione urbanistica. Questa organizzazione costruttiva venne poi abbandonata nel corso dell'ultima fase di Thapsos tra il mwagXI-mwawIX sec. a.C. quando si tornò a costruire capanne senza un apparente criterio urbanistico. L'abitato era difeso da una fortificazione con torri semicircolari del diametro di mwba5 m disposte ad intervalli regolari.
Citazioni
«onde repente/ a la sassosa foce di Pantagia,/ al megarico seno, ai bassi liti/ ne trovammo di Tapso.»
(Virgilio, Eneide III, 1043)
(latino)
«hinc Camerinan adit Thapsonque et Heloria tempe,»
(italiano)
«Di qui giunge a Camerina, a Tapso e all'eloria Tempe,»
(Ovidio, Fasti IV, 477)
Criticità
Nella penisola di Thapsos sono presenti diverse tracce di insediamento industriale. Accanto al pontile della zona sud vi era un'area Enichem di stoccaggio di prodotti industriali, che oggi è di proprietà Enimed. Mentre all'ingresso dell'ismo sono stati scoperti diversi cumuli di polvere di mwdgpirite sequestrati dalla Poliziacite-ref-3[3] sequestro avvenuto nel 2012. Ad oggi, il materiale è ancora depositato all'ingresso al sito.
Progetti
Da tempo si parla di portare avanti dei progetti di riqualificazione dell'istmo e di creare una riserva naturale. Ad oggi di concreto c'è solo l'area archeologica dell'insediamento urbano con la creazione di un percorso e di un mwfqantiquarium.
Galleria d'immagini
Note
cite-note-11. ↑ mwmaGiuseppe Voza, mwmqmwmgThapsos, su mwmwtreccani.it. mwnaURL consultato il 27 novembre 2014.
cite-note-22. ↑ mwoamwoqmwogViaggi di Pietro della Valle: il pellegrino, G. Gancia, 1º gennaio 1843. mwowURL consultato il 14 ottobre 2016.
cite-note-33. ↑ mwpwmwqamwqqPriolo, sequestrati 30 ettari contenenti materiali di scarto industriale, su mwqggiornalesiracusa.com. mwqwURL consultato il 4 gennaio 2015 mwra(archiviato dall'mwrqurl originale il 4 gennaio 2015).
Bibliografia
• S. Tusa, mwsqLa Sicilia nella Preistoria, seconda edizione, Palermo 1992.
• Gianmarco Alberti, mwswmwtaMinima Thapsiana. Riflessioni sulla cronologia dell'abitato di Thapsos
• Gianmarco Alberti, mwtgmwtwPer una" gerarchia sociale" a Thapsos: analisi contestuale delle evidenze funerarie e segni di stratificazione
• Rubini M. et al., mwuqModelli economici di sussistenza nella Sicilia sud orientale durante la media età del bronzo. Cultura di Thapsos (XVII-XIII sec. a.C.). Rivista di Antropologia, volume 79, pp.mwug 85–106. 2001
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• Salvo Maccarrone,mwxqTHAPSOS, il fascino e la magia di una penisola senza tempo, su priolo.altervista.org.
• mwxwGalleria fotografica, su siciliafotografica.it. URL consultato il 5 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
• mwyq Giovanna Bongiorno, Thapsos, un insediamento preistorico nel territorio tra Augusta e Siracusa, 20 febbraio 2016.
• mwywL’età del Bronzo Medio e la Cultura di Thapsos, su izi.TRAVEL. URL consultato il 20 dicembre 2019.